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Youtube: un social sottovalutato?

Facciamo un gioco provando a rispondere a queste tre semplici domande. Noi abbiamo già messo le nostre risposte.

Quale è il primo social media che vi viene in mente? Nostra risposta: Facebook
Ne ricordate qualcun altro? Nostra risposta: Instagram
E poi? Nostra risposta: TikTok

L’ordine varierà a seconda del target, soprattutto della sua età, ma siamo relativamente certi che in nessuna delle risposte verrà citato Youtube.
Pronti a scommettere, invece, che sicuramente non sarà indicato nella top of mind (la risposta alla prima domanda – per saperne di più vi rimando all’articolo shockvertising, brand awareness e contesto di riferimento)

Il motivo?

Noi pensiamo perché Youtube, oltre che un social media, è anche tante altre cose, come per esempio, un motore di ricerca, un repository di musica, film, serie e programmi TV, sport … e che, quindi, non venga immediatamente associato al mondo dei social.

La sua polivalenza, a nostro parere, rappresenta il suo punto di forza. Proseguite nella lettura e vi renderete conto del perché. Infatti, parleremo delle sue potenzialità, nella duplice veste di repository di video e di piattaforma pubblicitaria.

I numeri di Youtube

Partendo dai numeri, Youtube, nel mondo, ha un miliardo di utenti unici al mese; gli italiani che lo utilizzano (dato 2020) sono 36 milioni, poco più della metà uomini, con un tempo medio di fruizione mensile di 6 ore.

Il suo utilizzo prevalente è la raccolta di informazioni (92% degli users) e, dato ancor più significativo, il 57% lo considera affidabile.

Infine, secondo una ricerca del Global Web Index, il 25% visualizza almeno un contenuto pubblicitario (quei brevi filmati che stanno in testa o in coda al video).

In altri termini, quasi tutti gli utenti di Youtube alla ricerca di un prodotto o di un servizio guardano i suoi filmati per farsene una idea e valutarlo; più della metà considera veritiero ciò che è stato visto, un utente su quattro guarda anche gli spot, senza saltarli.
Solo questo sarebbe sufficiente per giustificare l’apertura di un proprio canale Youtube e il suo utilizzo per promuovere i propri prodotti/servizi.

PMa ci sono anche altri motivi, per certi versi ancor più strategici: Youtube è la piattaforma ideale per parlare al proprio target, comunicargli i propri valori, accrescere la propria credibilità, rafforzare la propria reputazione, descrivere i propri prodotti, evidenziare i punti di differenza rispetto ai competitors. L’importante è avere qualcosa da dire e farlo in modo chiaro e credibile.

Una strategia aziendale basata sui contenuti è, oggi, vincente e Youtube, con la possibilità di integrare diversi linguaggi (audio, video, testi e musica) è tra i canali più efficaci per farlo.

Youtube come entry point del customer journey

Aprendo un proprio canale Youtube si ha la possibilità di creare un repository nel quale conservare e rendere accessibili a tutti i propri filmati.
Il potenziale cliente, nel suo cammino di avvicinamento al prodotto (customer journey), li utilizzerà per informarsi, capire quali sono le sue caratteristiche, come usarlo, conoscere i trucchi per ottenere il massimo. Potrà leggere le recensioni ed interagire con i like e le condivisioni.

In sintesi, avere un luogo nel quale poter vedere in sequenza i video che raccontano la storia di una azienda, un prodotto o un servizio è un efficace strumento per avvicinare, convincere e convertire il potenziale in cliente o fidelizzare chi cliente lo è già.

Come detto in altri nostri appuntamenti, la qualità dei video e la loro trama sono essenziali per catturare l’attenzione. Nella library di Youtube si deve, inoltre, essere attenti a costruire la narrazione a puntate.

Il concetto è quello delle serie televisive: le più riuscite alla fine di ogni puntata hanno un elemento che incuriosisce, crea attesa di sapere come andrà a finire e suspence, invogliando lo spettatore a vedere anche le successive.
Ancora meglio se si trova la collaborazione di creators e influencers, che svelano, testano o recensiscono il prodotto.

Come indirizzare il target verso i nostri video?

La parola d’ordine è SEO. Youtube è il secondo motore di ricerca più utilizzato dopo Google e i loro algoritmi lavorano in sinergia: video ben indicizzati di Youtube compariranno anche nei risultati di ricerca Google.

Il processo di ottimizzazione è lo stesso che si fa per un sito: si procede individuando le parole chiave introducendole nei testi e nei parlati. Molto importante, anche, compilare correttamente il titolo e la descrizione del video, entrambi indicizzati, facilitandone la ricerca.

Youtube come piattaforma pubblicitaria

Youtube non è solo il luogo in cui pubblicare i propri video per narrare la propria storia, ma è anche un’efficacia piattaforma di pubblicità a pagamento.
Efficace perché i messaggi sono dei mini-video, che l’utente vede prima e dopo la visione di un contenuto. Si gestiscono da Google Ads e, trattandosi di video di pochi secondi, danno spazio alla creatività così da essere divertenti e coinvolgenti, tagliati sul target di riferimento.

Parlando di target, Youtube da ampie possibilità di ritagliarsi la propria audience, con il vantaggio di avere una base di potenziali visitatori con un profilo più allargato e meno autoreferenziale rispetto agli altri social.

Infine, come ogni canale on line, permette di analizzare i risultati delle campagne e di valutarne l’efficacia.

Per concludere

Se l’obiettivo ultimo della comunicazione è costruire una relazione di fiducia con il proprio target, coinvolgendolo e facendolo sentire centrale, Youtube è, per quanto descritto in queste poche righe, un canale elettivo formidabile. Funziona sia nel B2C che nel B2B. Grazie alle immagini riesce a raccontare processi e prodotti in modo semplice e immediato. Lo coinvolge al pari dei social in senso stretto; si presta ad una narrazione che si evolve nel tempo e costruendo e rafforzando il legame con il cliente.

 

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